Intervista a
Petrit Imeraj – Il custode delle Alpi Albanesi

 

di Tommaso Garofalo

 

Ci sono uomini che non si limitano a vivere in un luogo, ma lo respirano, lo raccontano, lo proteggono.
Petrit Imeraj è uno di questi.

Non è soltanto un abitante delle Alpi Albanesi: è parte viva di quelle montagne, dei loro silenzi e delle loro storie.

Originario di Lekbibaj, cuore dell’aspro e incantevole territorio alpino albanese, Petrit appartiene alla fiera tribù dei Nikaj, eredi di una cultura antica che ha sempre vissuto in simbiosi con la natura.

È cresciuto tra valli impervie e tradizioni orali, imparando che la propria identità si difende amando la terra che la custodisce.

Ingegnere forestale, avvocato, formatore, attivista, autore e fotografo, da oltre trent’anni, Imeraj è protagonista della difesa dell’ambiente e del patrimonio culturale dell’Albania settentrionale.

La sua opera è poliedrica ma coerente: salvaguardare la biodiversità, promuovere un turismo sostenibile, valorizzare le tradizioni locali e costruire ponti tra popoli.

Ha fondato l’Albanian Alps Alliance, ed è ideatore del visionario Balkan Peace Park, un progetto che immagina una grande area protetta tra Albania, Montenegro e Kosovo, dove la pace tra le comunità si rifletta in un equilibrio armonioso con la natura.
Non a caso, Petrit afferma: “Non dobbiamo cercare la pace. Dobbiamo essere noi stessi la pace.”

Con le sue pubblicazioni, le mostre fotografiche e la sua instancabile attività sul campo, ha fatto conoscere al mondo la straordinaria bellezza delle Alpi Albanesi, i loro paesaggi ancora intatti e le comunità che vi abitano con dignità e orgoglio.

Negli anni ha partecipato a numerosi eventi internazionali in Europa e nel mondo, portando con sé il nome della sua terra.

Racconta con un sorriso amaro: “A volte ho avuto colleghi e amici che non sapevano nemmeno dove si trovasse l’Albania.

Ma io, con fierezza, rispondevo: ‘Vivo di fronte a Roma e all’Italia’.”

La sua ammirazione per l’Italia è sincera e profonda, frutto di un’affinità storica e culturale che sente nel cuore.

“Amo l’Italia immensamente. Se mai dovesse avvicinarsi un pericolo all’Italia, io sarei pronto a servirla come fosse la mia patria.”

Questo legame con l’Italia non è solo geografico, ma anche spirituale: un ponte ideale tra due popoli affacciati sullo stesso mare, accomunati da un’antica vocazione mediterranea alla convivenza e alla bellezza.

Petrit Imeraj rappresenta oggi un modello di cittadinanza attiva, di responsabilità ecologica e di fedeltà culturale.
La sua vita è un esempio raro di coerenza tra pensiero e azione.

È rimasto nella sua terra per custodirla, non per possederla; per farne dono alle nuove generazioni, non per usarla.

Nell’intervista rilasciata a Gazeta Arbëreshe, che sarà pubblicata nei prossimi giorni, ci accompagnerà in un viaggio che è insieme geografico e interiore: tra le vette e i valori, tra le sfide del presente e la visione di un futuro costruito sull’identità, l’amore e la pace.

Tommaso Garofalo

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