Contessa Entellina, tra identità e futuro

La visione del Sindaco Leonardo Spera

di Tommaso Garofalo

Contessa Entellina è uno dei borghi più affascinanti e autentici della Sicilia interna.

Situato nel cuore della Valle del Belìce, ai piedi del Monte Genuardo, è il più antico insediamento arbëreshë d’Italia.

Fu fondato intorno al 1450 da profughi albanesi in fuga dall’invasione ottomana, e da allora ha conservato con fierezza lingua, riti religiosi bizantini, costumi e canti della propria origine.

Oggi il borgo conta poco più di 1.500 abitanti, distribuiti in un vasto territorio collinare che custodisce una ricchezza ambientale e culturale rara.

Leonardo Spera, sindaco dal 2018, è alla guida di un progetto ambizioso: valorizzare il patrimonio arbëreshë, coniugando tradizione e innovazione per costruire un futuro possibile per le nuove generazioni.

La visione del primo cittadino punta su tre assi fondamentali: cultura, paesaggio e partecipazione.

Il recupero delle antiche trazzerele vie della transumanza – ha dato vita al progetto “Trazzere e Gusto”, un itinerario tra cantine, frantoi, caseifici e botteghe artigiane, per promuovere un turismo lento e autentico.

Allo stesso tempo si investe sull’arte pubblica e sulla memoria storica: sono stati realizzati murales, installazioni urbane, una “via delle icone” e un monumento dedicato a Giorgio Castriota Skanderbeg, eroe nazionale albanese e simbolo di libertà.

Contessa Entellina, pur nelle difficoltà comuni a molti piccoli comuni dell’entroterra – spopolamento, invecchiamento della popolazione, emigrazione – ha saputo mantenere viva la propria anima grazie anche al legame con la diaspora arbëreshë, in particolare con la comunità di New Orleans, negli Stati Uniti.

Molti discendenti di contessioti emigrati continuano a tornare, a sostenere progetti locali e a tramandare la lingua arbëreshe anche oltre oceano.

Sotto la guida di Leonardo Spera, il borgo ha aderito a reti regionali e nazionali, promuovendo politiche giovanili e partecipazione attiva. Il progetto “Contessa 3.0” offre spazi di coworking a giovani professionisti e lavoratori da remoto, con l’idea di creare opportunità senza dover lasciare il territorio.

Le feste religiose, come la Pasqua in rito greco-bizantino, la Madonna della Favara e le “Finzioniquaresimali, continuano a essere momenti identitari fortissimi, che uniscono la comunità e attirano visitatori curiosi di scoprire un patrimonio immateriale unico. Anche la gastronomia racconta questa doppia anima, albanese e siciliana, attraverso piatti e dolci tradizionali tramandati oralmente da generazioni.

Contessa Entellina è oggi un esempio concreto di come un piccolo comune, radicato nella propria storia, possa diventare laboratorio di sperimentazione sociale, culturale e ambientale. La sfida è aperta: trasformare la marginalità geografica in centralità culturale, e il patrimonio immateriale in motore di sviluppo sostenibile. Leonardo Spera e la sua amministrazione sono determinati a provarci, con passione e visione.

Buon Lavoro

Tommaso Garofalo

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