Noè Andreano – Sindaco di Casalvecchio

Casalvecchio di Puglia, dove la “Fratellanza” è una Festa

di Tommaso Garofalo

Casalvecchio di Puglia, conosciuto nella lingua arbëreshë come Kazallveqi, è un piccolo gioiello incastonato sui Monti Dauni, in provincia di Foggia.

Questo borgo, situato a circa 465 metri sul livello del mare, conserva con orgoglio le sue radici arbëreshe, legate all’arrivo, tra il XV e il XVI secolo, di profughi albanesi in fuga dall’invasione ottomana.

 La comunità di Casalvecchio ha saputo mantenere viva nel tempo la propria identità, a cominciare dalla lingua arbëreshë, ancora oggi parlata e trasmessa alle nuove generazioni, fino alle tradizioni religiose e popolari che scandiscono il ritmo dell’anno.

Tra le manifestazioni più sentite spiccano i suggestivi “fuochi di San Giuseppe”, che illuminano la notte del 15 marzo con falò, musica e convivialità, e “Vëllazëria – la Festa della Fratellanza”, una celebrazione estiva che richiama gruppi provenienti da tutta l’area balcanica, in un simbolico abbraccio tra popoli legati da origini comuni.

Il borgo custodisce anche un ricco patrimonio storico e architettonico.

Da visitare la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, consacrata nel 1717.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, e la suggestiva “Torre dei Briganti”, che domina il paesaggio e racconta storie di antiche difese e avventure.

 A guidare Casalvecchio è oggi il sindaco Noè Andreano, figura profondamente legata alla sua terra e alle sue tradizioni. Oltre al ruolo amministrativo, Andreano è anche vicepresidente dell’ANCI Puglia e rappresentante dei Monti Dauni, e si è distinto per il suo impegno nella valorizzazione culturale del territorio.

Sotto la sua guida, il comune ha stretto gemellaggi, promosso rassegne e rilanciato manifestazioni tradizionali, con una visione moderna ma rispettosa del passato.

Casalvecchio di Puglia è, dunque, un luogo in cui storia, identità e comunità si intrecciano armoniosamente.

Un piccolo centro, ma con una grande anima, capace di farsi ponte tra le radici arbëreshe e il futuro delle nuove generazioni.

Tommaso Garofalo

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