Oltre i Balcani : la diplomazia dei sentimenti del Governatore Arben Dushi
Il Governatore Rotariano Arben Dushi
Rotary, cittadinanza e futuro in Albania e Kosovo : una visione etica per le nuove generazioni
La visione del Governatore Arben Dushi
di Tommaso Garofalo
Nel cuore del Distretto 2485, che riunisce i Rotary club di Albania e Kosovo, il Governatore Arben Dushi si distingue per una leadership sobria, etica e orientata al bene comune.
La sua visione si muove con coerenza su due piani strettamente intrecciati: quello rotariano, costruito su obiettivi pragmatici ed un forte senso di squadra, e quello civico-culturale, fondato su educazione, partecipazione e orgoglio nazionale.
Intervistato all’inizio del suo mandato, Arben Dushi ha indicato con chiarezza le sue tre priorità: Membership, Progetti, Amicizia.
Non semplici parole-chiave, ma pilastri di un’azione sistemica, mirata a rafforzare l’identità del giovane Distretto 2485 ed a renderlo un interlocutore autorevole a livello internazionale. L’ingranaggio rotariano, come ama definirlo, deve girare con più forza e più armonia, grazie all’apporto di ogni singolo socio.
Al centro della sua strategia vi è la formazione: per Arben Dushi ogni rotariano deve sentirsi un leader in potenza, pronto a farsi carico di responsabilità sia nel club che nel Distretto.
I corsi online e i momenti di mentoring serviranno proprio a costruire un capitale umano preparato e consapevole, capace di guidare progetti e strutture con spirito di servizio e competenza.
In questa logica si inserisce la scelta di circondarsi di una squadra affiatata e autonoma, alla quale delegare compiti, pur restando in prima linea.
Coerente con il motto del Presidente Internazionale Francesco Arezzo, “Uniti per fare del bene”, Arben Dushi pone al centro dell’azione rotariana la forza della squadra.

Anche l’immagine simbolica scelta per accompagnare il suo messaggio inaugurale – una foto collettiva – è una dichiarazione di stile: non servono eroi solitari, ma gruppi coesi, capaci di agire insieme, con visione e determinazione.
Un altro tema cruciale è la raccolta fondi.
Il Governatore insiste sull’importanza di coinvolgere il pubblico non attraverso propaganda, ma tramite trasparenza e concretezza: raccontare i progetti attraverso la voce di chi ne beneficia, rendere visibili i risultati, alimentare fiducia.
È così che si crea sostegno, è così che si costruisce legittimità.
Grande attenzione è rivolta anche alle relazioni internazionali.
Il riconoscimento pieno del Distretto consente oggi di stringere alleanze con altri Distretti nel mondo e attivare partenariati tramite i Comitati InterPaese.
Questa apertura globale non è fine a sé stessa, ma orientata alla realizzazione di progetti sostenibili, capaci di rispondere ai bisogni reali delle comunità locali.
Il Governatore crede profondamente nella crescita dei membri.
La sua proposta – “ogni rotariano porti un nuovo rotariano” – si fonda sulla testimonianza personale.
Parlare del Rotary nella società, mostrare con i fatti cosa fa e cosa rappresenta, è il modo migliore per generare appartenenza. Se la comunità riconosce valore, sarà pronta a unirsi.
A questo si lega l’impegno verso le nuove generazioni. Rotaractiani e Interactiani saranno coinvolti in tutte le attività del Distretto. Le loro idee, la loro energia, la loro capacità di leggere il presente con occhi nuovi saranno linfa preziosa per tutto il Rotary.
Ma la visione di Arben Dushi non si ferma al Rotary. Come professore universitario e cittadino attivo, parla con lucidità dei nodi sociali e culturali dell’Albania.
Ritiene che l’educazione sia la via maestra per una trasformazione profonda e duratura.
La scuola, l’università, la partecipazione civica sono per lui strumenti fondamentali per costruire una cittadinanza consapevole e responsabile.
Riconosce le ferite ancora aperte della transizione post-comunista, ma intravede segnali incoraggianti.
La crescita economica, l’apertura culturale, la forza dei giovani – anche se spesso emigrati – possono e devono diventare fattori di riscatto nazionale.
Ma perché ciò accada, bisogna credere nel ritorno: i cervelli in fuga devono essere messi in condizione di tornare e contribuire, con esperienza e competenze, allo sviluppo del proprio paese.
Il Rotary, in questo quadro, assume un ruolo esemplare: modello di cittadinanza attiva, palestra di valori, luogo di coesione.
In trent’anni di presenza in Albania e Kosovo, l’organizzazione ha saputo crescere in qualità, visibilità e impatto sociale, mostrando che si può servire oltre sé stessi anche in contesti difficili.
Guardando ai giovani, Arben Dushi vede paure ma anche sogni.
È consapevole del caos del mondo attuale, ma ha fiducia nella velocità di pensiero, nella voglia di futuro, nella creatività delle nuove generazioni. Crede che sbagliare sia parte del cammino, ma ricorda anche che si può imparare dagli errori altrui e costruire su di essi una nuova consapevolezza.
Il suo augurio finale è limpido: un’Albania in pace, dignitosa, forte della propria cultura e protagonista del proprio destino.
E, più in generale, un mondo dove ciascuno dia prima di pretendere, consapevole che ogni diritto nasce da un dovere.
Una filosofia di vita che, non a caso, è anche la più alta espressione dello spirito rotariano: servire oltre sé stessi, per essere buoni inquilini della Terra, in armonia con sé, con gli altri e con il tempo che ci è dato.
Tommaso Garofalo
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Nota del redattore
Tommaso Garofalo scrive per il web su diverse testate giornalistiche, occupandosi di storie del
territorio, dialogo interculturale e cooperazione.
È attivo nel Rotary e promotore di iniziative tra Italia e Balcani.