Colori di donne mediterranee
IA PH
Le immagini di donne nei reperti storici dell’Area Mediterranea ci consentono un viaggio nella nostra identità, in quanto incredibilmente conserviamo ancora, nelle nostre percezioni, usi e costumi, di quel tempo non poi così remoto.
L’arte figurativa dei ceramisti greci ben presto abbandona le figure nere per raffigurare una nuova tecnica a figure rosse che diventerà prevalente dopo una vase mista nei vasi bilingui (figure rosse e nere) .I risultati ottenuti con la nuova tecnica sono immediatamente apprezzabili. Il pennello consente all’ artista una più ampia gamma di linee che possono variare nello spessore e nell’intensità cromatica: standard, attenuate e le cosiddette linee a rilievo, nitide e scure, rialzate sulla superficie del vaso per catturare la luce riflessa e che sono frequentemente usate per delineare le figure Le immagini appaiono ora più distintamente “in bianco e nero” o meglio in nero e rosso; la decorazione acquista un carattere più pittorico che incisorio. Utilizzando le diverse intensità della linea nera, il pittore ottiene risultati di gran lunga più significativi nella modellatura dei corpi e delle vesti.(da J.Boardman “I Vasi Ateniesi”)

Per circa cento anni tutta la decorazione figurativa dei vasi ateniesi era stata dominata dalla tecnica delle figure nere. Questa consisteva nell’esecuzione di un disegno a silhouette nera con dettagli resi per mezzo di incisioni ovvero con la sovrapposizione di colore rosso o bianco nel caso di capelli, abiti o incarnato femminile. Questo tipo di esperienza, protrattosi più a lungo a Corinto, era per molti versi limitativo, e gli artisti di altre zone della Grecia, come le isole e l’Attica del secolo VII, avevano preferito le figure disegnate a contorno.
spesso rese con ampie pennellate di colore. Il rosso dei murici di Taranto compare nei vasi stile Egnathia e permane nelle vesti colorate delle migranti Arbereshe secoli dopo.
Umberto Palazzo