Luigj Gurakuqi, 101° anniversario del martirio a Bari: l’eroe della democrazia albanese ricordato tra Italia e Albania
Cerimonia commemorativa a Bari con autorità civili e cittadini riuniti davanti alla lapide dedicata a Luigj Gurakuqi. Il sindaco di Bari Vito Lecese la presidente del Parlamento Elisa Spiropali, Il sindaco di Piana degli albanesi Rosario Petta, Monsignor Angelo Massafra vescovo emerito discutere, La parlamentare Milva Economi Ed altre personalità albanesI e italiane. Foto Tom di Bari
Luigj Gurakuqi: 101° anniversario dell’assassinio dell’eroe nazionale albanese
Dal Risorgimento albanese all’esilio a Bari, la storia di un patriota che sacrificò la propria vita per la libertà e la democrazia del suo Paese
Il 2 marzo 1925, nella città di Bari, veniva assassinato Luigj Gurakuqi, una delle figure più alte e rispettate della storia albanese moderna. Oggi, 2 marzo 2026, ricorre il 101° anniversario della sua morte, un evento che continua a rappresentare una ferita profonda nella memoria collettiva del popolo albanese e un simbolo del prezzo pagato per la difesa degli ideali democratici.
Nato a Scutari nel 1879, Luigj Gurakuqi fu poeta, educatore, linguista e uomo politico, distinguendosi come una delle personalità più illuminate della Rilindja Kombëtare, il movimento del Risveglio Nazionale Albanese che condusse alla proclamazione dell’indipendenza nel 1912. La sua attività culturale e istituzionale contribuì in modo decisivo alla formazione dell’identità nazionale e alla costruzione delle prime strutture dello Stato albanese moderno.
Partecipò al Congresso di Manastir del 1908, che sancì l’unificazione dell’alfabeto albanese, e si impegnò instancabilmente nella diffusione dell’istruzione come fondamento del progresso civile. Fu ministro dell’Istruzione nel primo governo dell’Albania indipendente e successivamente ministro delle Finanze nel governo democratico guidato da Fan Noli nel 1924, incarnando un modello di integrità morale e responsabilità pubblica.
L’esilio a Bari per sfuggire alla repressione del regime di Zogu
Con il ritorno al potere di Ahmet Zogu, che in seguito sarebbe diventato re Zog I, si aprì una stagione di repressione nei confronti degli oppositori politici e dei sostenitori del governo democratico. Gurakuqi fu costretto a lasciare la propria patria per evitare persecuzioni e probabili ritorsioni, scegliendo l’esilio come unica via per preservare la propria vita e continuare a difendere i suoi ideali.
Si rifugiò a Bari, città che storicamente rappresenta un ponte naturale tra Albania e Italia e che accolse numerosi esuli politici albanesi. Anche lontano dalla sua terra continuò a lavorare per la causa della libertà, ma il 2 marzo 1925 venne assassinato in circostanze drammatiche, cadendo vittima di un agguato che scosse profondamente la comunità albanese e trasformò il suo nome in simbolo di martirio civile.
Un martire della democrazia e simbolo di unità tra Italia e Albania
Luigj Gurakuqi è oggi riconosciuto come eroe nazionale albanese e come martire della democrazia, esempio di coerenza, cultura e dedizione assoluta alla patria. La sua figura rappresenta l’idea di un’Albania moderna, europea e fondata sui principi della libertà, dell’istruzione e della giustizia, valori per i quali sacrificò la propria esistenza senza mai arretrare.
Nel 2025, in occasione del centenario dell’assassinio, ho organizzato personalmente presso il Comune di Bari un solenne evento commemorativo alla presenza della Presidente del Parlamento albanese Elisa Spiropali, del Console generale dell’Albania a Bari Arjan Vasjari e di numerose personalità culturali e istituzionali italiane e albanesi. La cerimonia ebbe luogo nell’aula consiliare del comune di Bari. In quella circostanza fu ribadito il legame storico tra le due sponde dell’Adriatico e ha riaffermato la centralità della memoria come strumento di dialogo e cooperazione tra i popoli.
A oltre un secolo dalla sua morte, la figura di Gurakuqi continua a vivere nella coscienza collettiva albanese e nel ricordo della città di Bari, che custodisce la memoria di un uomo che preferì l’esilio e il sacrificio piuttosto che rinunciare alla propria dignità e agli ideali di libertà e democrazia.
Foto di archivio Tom di Bari anno 2025
