Violenza sulle donne, UNICEF lancia la campagna “Non restare in silenzio”

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L’iniziativa presentata a Roma in occasione della Giornata internazionale della donna punta a sensibilizzare soprattutto le adolescenti e a incoraggiare le vittime a chiedere aiuto.

In occasione della Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo, l’UNICEF Italia ha lanciato la campagna di comunicazione “Non restare in silenzio”, un’iniziativa dedicata al contrasto della violenza di genere con particolare attenzione alle ragazze adolescenti.

Secondo un recente rapporto UNICEF, quasi una donna su tre nel mondo ha subito nel corso della propria vita violenza da parte del partner o violenza sessuale.

I dati sulla violenza

La situazione riguarda anche l’Italia. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’ISTAT, 6 milioni di donne, hanno subito nel corso della propria vita una forma di violenza fisica o sessuale.

Si registra un aumento delle violenze tra le giovanissime tra i 16 e i 24 anni e tra le studentesse, spesso legate a violenza psicologica, digitale e relazionale.

L’appello dell’UNICEF

“In Italia, la violenza di genere rappresenta ancora oggi una delle più gravi violazioni dei diritti umani e un ostacolo strutturale alla piena realizzazione dei diritti delle donne e, in particolare, di bambine e ragazze”, ha dichiarato Nicola Graziano, presidente dell’UNICEF Italia.

“La campagna ‘Non restare in silenzio vuole sottolineare proprio questo”.

Graziano ha inoltre invitato ad attuare con determinazione il nuovo Piano Strategico Nazionale contro la violenza maschile sulle donne e la violenza domestica, con particolare attenzione alle adolescenti, spesso dimenticate dalle politiche di intervento.

Il volto della campagna

A sostenere la campagna è Alessia Orro, pallavolista pluricampionessa italiana scelta come testimonial dell’iniziativa.

“La violenza ti toglie la voce, ti fa sentire gli altri lontani e intacca la tua quotidianità, mettendo in discussione anche le azioni più semplici”, ha spiegato l’atleta.

“È normale avere paura ed è difficile trovare il coraggio. Ma proprio riconoscendo quella paura possiamo trovare la forza di non restare in silenzio, aprirci alle persone di fiducia e parlare. Chiedere aiuto è il primo passo per riprendersi la propria voce”.

I segnali da non ignorare

  • controllo eccessivo
  • gelosia ossessiva
  • isolamento sociale
  • paura o soggezione
  • comportamenti aggressivi o violenti

Secondo l’UNICEF, abusi e violenza psicologica nelle relazioni affettive possono essere minimizzati o persino romanticizzati, aumentando il rischio che le vittime restino in silenzio.

Chiedere aiuto

Quando si percepisce una situazione di pericolo è fondamentale non restare sole.

Rompere la cultura del silenzio

Per l’UNICEF la lotta alla violenza di genere non riguarda soltanto l’intervento dopo un abuso, ma implica prevenzione, protezione e supporto.

Un impegno che coinvolge scuole, famiglie, servizi sociali e sanitari, centri antiviolenza e l’intera comunità, con l’obiettivo di superare la cultura del silenzio e dell’impunità, ancora oggi tra i principali ostacoli alla tutela delle donne.

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